
Mercatini di Natale a Perugia
15 nov 2026 – 10 gen 2027
Mercatino di Natale · Befana in Centro · Natale alla Rocca

15 nov 2026 – 10 gen 2027
Mercatino di Natale · Befana in Centro · Natale alla Rocca
L'Umbria, il "cuore verde d'Italia", è una regione di colline, borghi medievali, abbazie e santuari, e a Natale offre un volto raccolto e spirituale: le piazze di pietra rosa illuminate dalle luci, le chiese che espongono presepi antichi, i frantoi che profumano di olio nuovo. I mercatini umbri non hanno la scala dei grandi eventi alpini, ma una cornice difficile da eguagliare, nella terra di San Francesco e di San Benedetto.
Gli appuntamenti si concentrano in due località molto diverse. Perugia, il capoluogo, ospita un ricco programma natalizio che comprende il mercatino nel centro storico, il Natale alla Rocca e il Parco di Natale. Spello, uno dei borghi più belli d'Italia, propone un fine settimana di mercatini a fine novembre, nel pieno della stagione dell'olio nuovo.
Chi arriva dal Nord abituato ai mercatini tirolesi, con le casette di legno allineate sotto una cattedrale gotica, deve cambiare prospettiva: qui il Natale è un'atmosfera diffusa più che un recinto di bancarelle. Si cammina in salita tra palazzi comunali merlati, si entra in una chiesa romanica per vedere un presepe, ci si ferma in un bar storico per una cioccolata, si compra una bottiglia di olio appena spremuto da chi lo produce. Il ritmo è lento, i prezzi di albergo e ristorante sono spesso più bassi che nelle mete più famose, e nei giorni feriali di dicembre si visitano musei e chiese quasi senza coda.
In alto, nei riquadri, le date aggiornate di ogni appuntamento; qui di seguito i motivi per cui vale la pena venire e come incastrare le due località con il resto della regione.
Perugia comincia a metà novembre e arriva alla Befana. Spello occupa un solo fine settimana di fine novembre, in piena stagione dell'olio. Le date esatte sono nelle schede.
L'Umbria funziona bene per le coppie che cercano un fine settimana romantico fuori dai circuiti affollati, per chi ama la cucina e vuole portarsi a casa prodotti veri, per chi desidera unire un po' di spiritualità al clima delle feste. Funziona meno per chi si aspetta decine di casette e musica in ogni piazza: la proposta è più misurata e va completata con le visite ai monumenti, ai musei e alle botteghe. Con i bambini conviene puntare sul Parco di Natale di Perugia e su passeggiate brevi, perché le salite stancano presto le gambe piccole.
Perugia in inverno è una città affascinante, con il centro storico in cima al colle, le strade in salita lastricate e le piazze che brillano di luci. Il programma natalizio, lungo e articolato, comprende il Mercatino di Natale, Perugia Special Christmas, Natale alla Rocca, Il Parco di Natale e la Befana in Centro, che chiude le feste il 6 gennaio.
La cucina perugina è fatta di strangozzi al tartufo, torta al testo farcita con salumi e verdure, porchetta e piatti di lenticchie. Tra i dolci natalizi ci sono il torciglione di mandorle, la rocciata, il pampepato e, naturalmente, il cioccolato: Perugia è la patria dei Baci Perugina, nati in città nel 1922.
Arroccato sulle pendici del Monte Subasio, Spello è un borgo di pietra rosata con vicoli ripidi, scalinate e balconi fioriti, noto per le sue infiorate estive e per l'olio extravergine. A fine novembre, quando i frantoi sono in piena attività, il paese ospita i Mercatini di Natale a Spello, un fine settimana che unisce artigianato, prodotti tipici e atmosfera natalizia.

Chi ha qualche giorno a disposizione può visitare Assisi, con la Basilica di San Francesco, a una manciata di chilometri, e Gubbio, dove ogni anno si accende sul Monte Ingino l'albero di Natale luminoso più grande del mondo.
Le due località si completano. Perugia è una città universitaria di circa centosessantamila abitanti, con studenti stranieri che la animano anche d'inverno, musei importanti, locali aperti la sera e un programma natalizio di settimane. Spello è un paese di poche migliaia di persone: si gira a piedi in un paio d'ore, ma conviene fermarsi di più, perché i dettagli (un portale, una finestra fiorita, il frantoio con la porta aperta) richiedono tempo. Chi ha un solo giorno può scegliere Perugia per il respiro urbano; chi ne ha due può fare entrambe senza fretta.
L'Umbria è l'unica regione della penisola senza sbocco sul mare e senza confini con l'estero: una terra di colline, valli e rilievi appenninici che separa la Toscana dal Lazio e dalle Marche. Questa posizione interna ha lasciato intatti i borghi, arroccati sulle alture per difendersi, e spiega perché ogni paese conservi la propria cinta di mura, la propria piazza con il palazzo comunale e almeno una chiesa romanica.
Prima che le città diventassero comuni medievali, qui vivevano gli Umbri e gli Etruschi. Perugia fu una delle dodici città della lega etrusca, e ne restano l'Arco Etrusco e il Pozzo Etrusco sotto il centro storico. Con i Romani arrivarono la via Flaminia, che attraversava la regione da Narni a Foligno e a Gubbio, e centri come Spello, la romana Hispellum, che ancora oggi conserva porte e tratti di mura dell'epoca di Augusto.
Nel medioevo l'Umbria diventò la terra dei santi. A Norcia nacque San Benedetto, padre del monachesimo occidentale, mentre ad Assisi, alla fine del XII secolo, nacque Francesco, che a pochi chilometri da Spello, a Rivotorto e alla Porziuncola, fondò il primo nucleo dei frati minori. Il legame con il Natale è diretto: fu proprio Francesco, nel 1223, a Greccio, a ideare la rappresentazione della Natività con il bue e l'asinello, da cui discende il presepe come lo conosciamo. Greccio sta nel Lazio, in provincia di Rieti, ma l'ispirazione è la stessa dei luoghi umbri: è la ragione per cui tanti visitatori scelgono di passare qui le feste.
Il Duecento e il Trecento furono secoli di rivalità tra comuni: Perugia contro Assisi, Gubbio contro Perugia, e un paesaggio di torri, mura e palazzi pubblici che ancora oggi si legge nelle piazze. Con la Guerra del Sale, nel 1540, Perugia perse la propria autonomia a favore del papa Paolo III Farnese, che fece costruire sopra il quartiere dei Baglioni la Rocca Paolina; l'Umbria entrò così nello Stato della Chiesa e vi rimase fino all'Unità d'Italia. La fortezza fu in gran parte demolita dopo il 1860 e oggi i suoi sotterranei sono un percorso pedonale.
Il cuore della regione è la Valle Umbra, la pianura che va da Perugia a Spoleto passando per Assisi, Spello e Foligno, circondata da uliveti e vigneti. A est si alza il Monte Subasio, con i suoi prati e i boschi, a nord il Tevere scende verso Perugia, a sud-est la Valnerina conduce a Norcia e ai Monti Sibillini. D'inverno la pianura può essere avvolta dalla nebbia, mentre le colline restano più terse, con giornate di luce limpida e lunghe ombre sulle pietre dei paesi. Dopo il terremoto del 2016, che ha colpito duramente Norcia e la Valnerina, molti borghi sono stati ricostruiti o sono in fase di recupero: prima di inserire un'area interna nel viaggio conviene controllare lo stato di accessibilità dei monumenti.
Tra Assisi, Spello, Foligno, Trevi e Spoleto si estende la fascia olivicola più celebre dell'Umbria, dove nascono gli oli che rientrano nella DOP Umbria con la menzione geografica Colli Assisi-Spoleto. Le olive si raccolgono in ottobre e novembre, spesso a mano, e finiscono rapidamente al frantoio: per questo a fine novembre l'olio nuovo è verde intenso, pungente e amaro in gola, ottimo su una fetta di pane abbrustolito con un pizzico di sale.
Il Natale in Umbria si vive in famiglia, in chiesa e a tavola. Anche se i mercatini sono relativamente recenti, in tutta la regione sopravvivono usanze legate a San Francesco, ai presepi e alla civiltà contadina.
La tradizione del presepe è molto sentita, anche per il legame con San Francesco: nelle chiese, nelle piazze e nei borghi si allestiscono presepi artistici e viventi, e i luoghi francescani di Assisi e della vicina Valle Santa Reatina sono meta di pellegrinaggi nel periodo natalizio. Ad Assisi la Basilica di San Francesco, con gli affreschi attribuiti a Giotto e ai maestri del Duecento, è entrata nel 2000 nella lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO insieme agli altri luoghi francescani; la Basilica inferiore, dall'atmosfera raccolta, si presta bene a un pomeriggio d'inverno.
La sera del 24 dicembre la tradizione vuole la cena di magro: nelle famiglie umbre non mancano il baccalà e i pesci di lago, come la tinca e il persico del Trasimeno, mentre nelle campagne si servono anche minestre di legumi e pasta condita con noci. Dopo cena si va alla Messa di mezzanotte, spesso nelle pievi e nelle chiese di paese, dove si visita il presepe. A Natale si riprende con piatti di carne, e in molte case di campagna il camino acceso ricorda l'antica usanza del ceppo.
Il pranzo di Natale umbro comincia con i cappelletti in brodo, prosegue con arrosti di carne e capponi e si chiude con i dolci della tradizione. A Capodanno non possono mancare le lenticchie, per portare fortuna. In tutta la regione, e in particolare nell'area di Norcia, durante le feste compare anche il tartufo nero, grattugiato su uova, crostini e pasta.
Il Sagrantino di Montefalco, potente rosso tannico, e il Rosso di Montefalco sono tra i vini più rinomati; il Grechetto è il bianco regionale. Ai mercatini si trovano il vin brulé e la cioccolata calda.
I regali tipici sono semplici e di qualità: una bottiglia di olio nuovo dei frantoi di Spello e della Valle Umbra, un vasetto di crema al tartufo, un pacco di lenticchie di Castelluccio, una rocciata incartata, una scatola di cioccolatini fatti a mano. Meglio comprarli direttamente dal produttore o nei negozi del centro, dove si può assaggiare e chiedere l'annata e il frantoio.
Perugia e Spello sono ottime basi per esplorare la regione: le distanze sono brevi, le strade secondarie panoramiche e ogni città ha una fisionomia diversa. In una giornata ci si sposta facilmente da una all'altra, tenendo conto che a dicembre il sole tramonta presto e le visite vanno organizzate al mattino.
A una dozzina di chilometri da Spello, Assisi si distende sul fianco del Monte Subasio. La Basilica di San Francesco custodisce il ciclo di affreschi attribuito a Giotto e alla sua cerchia; la Basilica di Santa Chiara conserva il Crocifisso che, secondo la tradizione, parlò a Francesco; la Cattedrale di San Rufino ha una facciata romanica ricchissima di rilievi. In pianura, la grande basilica di Santa Maria degli Angeli racchiude la minuscola Porziuncola, la chiesetta dove nacque l'ordine francescano. Per chi ama le camminate, l'Eremo delle Carceri sul Subasio, nel bosco, è un luogo di grande silenzio, raggiungibile con una passeggiata dalla città.
Gubbio, una quarantina di chilometri da Perugia, è un borgo di pietra grigia, con il Palazzo dei Consoli che domina la città dall'alto. Sulle pendici del Monte Ingino ogni inverno si accende un albero luminoso, formato da centinaia di luci disposte lungo il fianco del monte, riconosciuto come il più grande del mondo; l'accensione è ogni anno la sera del 7 dicembre, vigilia dell'Immacolata, e la luce resta di norma fino a pochi giorni dopo l'Epifania. Salire in funivia alla Basilica di Sant'Ubaldo è un modo comodo per godere la vista.
A ovest di Perugia, il quarto lago d'Italia per estensione ha rive tranquille: Castiglione del Lago con la sua rocca, Passignano, e l'Isola Maggiore, dove si tramanda l'antica arte del pizzo a tombolo. In inverno è un luogo di quiete, con pescatori e uccelli acquatici, ideale per una pausa tra una città e l'altra.
Dal territorio umbro si raggiungono facilmente le Marche, subito a est dopo l'Appennino, e il Lazio, con Greccio e il suo presepe nel santuario francescano, dove secondo la tradizione Francesco celebrò il Natale del 1223.
Perugia è collegata a Roma (di norma con cambio a Foligno) e a Firenze con treni regionali, da verificare nei giorni festivi. La stazione è fuori dal centro: per salire si usano il minimetrò o le scale mobili della Rocca Paolina. Spello ha una stazione sulla linea Foligno-Terontola, la stessa che serve Assisi e Perugia, e da lì si sale in paese a piedi in salita o con un breve taxi. Da Roma la tratta è lenta ma senza stress; da Firenze si arriva con cambio o con il regionale diretto.
La E45 e la A1 portano in Umbria. Dall'autostrada A1 si esce a Valdichiana e si prosegue sul raccordo per Perugia, oppure a Orte per risalire verso Terni e Foligno. Dalla superstrada che unisce Perugia, Assisi e Foligno si esce per Spello. Il centro di Perugia è a traffico limitato: si lascia l'auto nei parcheggi di scambio e si prosegue con i mezzi. Anche a Spello conviene fermarsi nei parcheggi fuori dalle mura, perché durante il fine settimana dell'evento le vie interne si riempiono di visitatori e di bancarelle.
L'aeroporto di Perugia, intitolato a San Francesco d'Assisi e situato a Sant'Egidio, ha pochi voli; Roma Fiumicino, Firenze e Bologna sono le alternative, a circa due ore.
Fresco e umido, con nebbia in pianura e freddo più secco sulle colline. Scarpe con suola buona: i vicoli sono in salita. Perugia sta a circa 500 metri e la sera può fare davvero freddo, con minime attorno allo zero nei giorni più rigidi; un cappello e una sciarpa servono più di un cappotto pesante. Spello, più riparata, è appena più mite.
Per l'olio nuovo e il weekend di Spello conviene la fine di novembre, quando si aggiungono giornate ancora luminose; il Natale a Perugia dà il meglio dall'Immacolata all'Epifania, con le luci accese e la città piena ma non soffocata. Il 31 dicembre è molto frequentato e conviene prenotare con anticipo; gennaio è un buon momento per chi cerca silenzio e alberghi tranquilli.
Subito a ovest la Toscana, a sud il Lazio con Rieti e Greccio, a una manciata di ore.
Sabato Piazza IV Novembre e Corso Vannucci, cena con strangozzi al tartufo; domenica la Rocca Paolina e i cioccolatini artigianali. Il mattino si dedica ai musei del Palazzo dei Priori e al Collegio del Cambio, il primo pomeriggio alla passeggiata sull'Acquedotto medievale e nei vicoli sotto la Cattedrale, il tramonto alla vista dai giardini Carducci, da cui si abbraccia la valle fino ad Assisi. Con due notti c'è spazio per salire sul colle anche la sera, quando le luci rendono la città più scenografica.
Se capita il weekend dell'evento: Spello sabato, con il Pinturicchio nella chiesa di Santa Maria Maggiore; Assisi domenica. A Spello conviene arrivare in mattinata, entrare da Porta Consolare, salire fino alla Cappella Baglioni e poi scendere verso i frantoi assaggiando l'olio su una fetta di pane. La domenica ad Assisi si comincia dalla Basilica di San Francesco, si pranza in città e si chiude a Santa Maria degli Angeli o all'Eremo delle Carceri.
Il Parco di Natale di Perugia è la scelta più semplice; ad Assisi i giardini fuori dalle basiliche e le scalinate danno ai piccoli spazio per muoversi. A Gubbio la funivia, con le sue cabine aperte, è già un'avventura. Meglio evitare il passeggino nei vicoli ripidi e preferire uno zainetto porta-bimbo.
Due località: Perugia e Spello. Le date esatte sono nelle schede in alto.
Strangozzi, torta al testo, porchetta, lenticchie; da bere il Sagrantino. Tra i dolci, torciglione, rocciata e pampepato.
Un dolce di mandorle a forma di serpente, tipico di Perugia.
Il treno basta per Perugia; per Spello conviene il regionale o l'auto. Per toccare anche Gubbio, Montefalco o il Trasimeno l'auto è più comoda.
Sì, soprattutto il Parco di Natale di Perugia.
Perugia ha più vita serale e collegamenti ferroviari; Assisi e Spello sono più tranquille, con alberghi nel borgo. Chi viaggia in auto sceglie spesso Spello come base, a metà tra le due.
Sì: dista una dozzina di chilometri da Spello ed è servita dallo stesso treno regionale. Per la Basilica di San Francesco vale la pena arrivare al mattino.
Le giornate sono fresche e umide, con minime vicine allo zero a Perugia nei periodi più freddi. Servono scarpe comode e antiscivolo e abiti a strati.
Di solito la sera del 7 dicembre, vigilia dell'Immacolata, e resta acceso fino a pochi giorni dopo l'Epifania; per la data precisa dell'anno conviene consultare il sito del Comune.
No, il centro storico è a traffico limitato. Meglio un parcheggio di scambio con minimetrò o le scale mobili.
Olio extravergine nuovo, crema o salsa al tartufo, lenticchie di Castelluccio, cioccolato artigianale e rocciata.
Sì, con alcune attenzioni: le scale mobili della Rocca Paolina e il minimetrò aiutano molto, ma il centro è in salita e le vie interne sono acciottolate.
No: accanto alle celebrazioni ci sono musei, enogastronomia e intrattenimento. La dimensione spirituale è però più presente che in molte altre regioni.
Un capoluogo luminoso e un borgo profumato d'olio: l'Umbria ha poco ma ben scelto. Verifica le date e scegli da dove partire. Buon Avvento!